Descrizione dell’attuazione degli interventi

Il progetto AGRONAUTIS prevede il supporto di uno psicologo per la “somministrazione di test agli utenti diversamente abili e la valutazione, il funzionamento e la gestione del progetto”, in qualità di coordinatore delle attività.

Il progetto ha gli obiettivi generali di:

  • Promuovere la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
  • Promuovere le pari opportunità e contribuire alla riduzione delle diseguaglianze
  • Promuovere società giuste, pacifiche ed inclusive
  • Promuovere un’agricoltura sostenibile e responsabile socialmente.

La finalità generale è di coinvolgere direttamente 200 persone tra anziani, studenti, volontari e persone con disabilità, insieme alle istituzioni del territorio per generare un circuito virtuoso di inclusione sociale e lavorativa.

Nel contesto dei suddetti macro-obiettivi il lavoro svolto si è esplicitato nel contribuire al benessere psicologico con attività di sostegno, orientamento, osservazione e valutazione della qualità delle relazioni tra le persone coinvolte nel progetto.

La valutazione del grado di partecipazione e della socializzazione intergenerazionale è un’attività in crescendo che mi ha impegnato in questi mesi, attraverso incontri, brevi colloqui e tramite l’osservazione, nell’analisi di livello collettivo del vissuto psicologico e che mi ha impegnato lungo tutta la durata del progetto.

L’intervento è stato realizzato su 2 livelli di analisi: collettivo e individuale. Coinvolgendo i partecipanti tra cui 134 coinvolti a livello collettivo diretto (comprese le 50 persone con disabilità) e almeno 70 persone tra studenti, anziani e volontari. Le persone con disabilità sono la “categoria” che mi coinvolge maggiormente, come da programma del progetto, si tratta di circa 50 ragazzi tra i 18 e i 39 anni con disagio psichico (ovvero solitamente con episodi psicotici) e disabilità intellettiva (funzionamento basso, medio e alto) tutti “in carico”  presso il Dipartimento di Salute Mentale di Pescara.

Efficacia degli interventi realizzati

L’efficacia degli interventi realizzati è testimoniata sinteticamente ed in maniera evidente dal grafico seguente (“Gradimento pt. 0-18”), in cui si può apprezzare il livello di gradimento del progetto(vedi grafico n. 1) espresso direttamente da un ampio campione (134 soggetti ovvero più della metà del totale) di partecipanti che si attesta su una media totale di 16 punti su 18, per una percentuale di gradimento pari quasi al 90%.

In particolare, l’efficacia degli interventi che competono allo psicologo sono da valutare in relazione ai seguenti obiettivi specifici, stabiliti in sede di progettazione (vedi Modulo D):

  • Verificare il grado di integrazione dei giovani disabili rispetto alle competenze attese dal “Dopo di Noi” e sviluppate nelle esperienze di agricoltura sociale
  • Verificare il grado di socializzazione intergenerazionale tra giovani disabili e anziani, sviluppato nella valorizzazione dei beni comuni per attività di aggregazione.
  • Verificare il grado di partecipazione e di soddisfazione percepito dalle collettività locali rispetto agli obiettivi di inclusione sociale attraverso la condivisione di attività produttive e di aggregazione che valorizzano i beni comuni (giardini, parchi).

Rispetto a tali obiettivi di integrazione, socializzazione intergenerazionale, partecipazione e soddisfazione è risultato fondamentale generare uno scambio fluido e spontaneo tra le persone, non abbandonandole verso un semplice incontro spontaneistico e ingenuamente positivo, ma accompagnando i partecipanti verso gli eventi, preparandoli preventivamente con sessioni di introduzione al tema (ad esempio: raccolta dell’ulivo, panificazione e tipi di grano, incontri in residenze per anziani, incontri a scuola con studenti) a cura degli educatori e in occasione della introduzione e degli eventi ho potuto facilitare l’incontro e l’apprendimento e valutarne l’efficacia. Gli eventi sono stati monitorati direttamente tramite il questionario e attraverso la partecipazione agli stessi. In definitiva, la preparazione dell’evento e il lavoro degli educatori hanno favorito un’atmosfera adeguata all’incontro, all’apprendimento e allo scambio reciproco di saperi e vissuti.

Sebbene il dato già citato, rispetto al gradimento complessivo dei partecipanti, riesca da solo a saturare, a mio modo di vedere, gran parte della richiesta di efficacia del progetto, poiché si rifà ad un’autovalutazione effettiva, anonima e libera dei partecipanti,nel valutare l’efficacia di un intervento occorre considerare se esso ha prodotto il risultato che ci si proponeva di raggiungere con AGRONAUTIS: il miglioramento della relazione tra il cittadino e il proprio territorio. A tal proposito, per quanto espresso in sede di incontri e colloqui, anche questo altro criterio fondamentale appare saturato e certifica l’efficacia del progetto in oggetto.

Inoltre, in termini di efficacia, la partecipazione alle attività di agricoltura sociale, di produzione, di aggregazione e di condivisione dei beni comuni hanno rivelato entusiasmo e coinvolgimento in particolar modo tra i volontari e gli anziani. Questi ultimi insieme agli operatori si sono coinvolti in qualità di guide o di esperti nelle attività, alcuni tra gli anziani e gli studenti hanno dichiarato di aver modificato il proprio modo di avvicinarsi alle persone con disabilità e all’Altro in quanto irriducibile portatore di diversità, di unicità, sperimentando in tal modo vissuti inaspettati di em-patia e sim-patia, laddove prima vi era distacco, disinteresse e non di rado anti-patia. La condivisione di tradizioni e attività guidate dagli operatori, aver diviso spazio, tempo, corporeità a volte ferita, limitata, ha generato atmosfere emotive di accoglienza e di rispetto della diversità dell’Altro, permettendo così concrete esperienze di inclusione sociale e di apprendimento. Partecipare alle attività lavorative tipiche del nostro territorio ha generato inclusione ed integrazione autentiche e spontanee, attraverso un fare pratico, concreto, tangibile, legato fortemente al territorio, alla terra, alle tradizioni. L’ulivo, il tartufo, il pane, i giardini, le comunità, il decoro urbano, la terra sono stati gli elementi concreti e i contesti di incontro del fare e di fare cultura dell’incontro e dell’inclusionenella diversità delle condizioni di vita. Condividere i saperialimentari e agricoli, collaborare nel lavorare la terra, le piante, i frutti e a stretto contatto con le tradizioni della nostra regione è stato il terreno comune, l’humusin cui innestare un’esperienza di inclusione e di empatia autentica tra persone che spesso sono distanti o non si incontrano e che grazie ad AGRONAUTIS si sono incontrati sul terreno comune della propria appartenenza ad un territorio.

 

 

Impatto sociale degli interventi

L’impatto sociale è ben espresso dal coinvolgimento attivo della popolazione di tutto l’entroterra pescarese. Tutti hanno partecipato senza vivere l’etichettamento delle categorie fittizie nelle quali sono ricaduti. Infatti, seppur abbiamo preso in considerazione 4 fasce della popolazione per evidenti ragioni formali e di analisi dell’intervento, di fatto tutti hanno partecipato in quanto persone portatrici della diversità che le contraddistingue. In altre parole, nessuno è stato coinvolto esplicitamente soltanto in quanto “disabile, anziano, studente o volontario”, bensì la selezione ed il coinvolgimento dei partecipanti è scaturito sempre dalle passioni, dai talenti e dagli interessi personali che poi formalmente venivano categorizzati, soprattutto per quanto concerne i ragazzi con disabilità.

Il grafico seguente (n. 2) esprime bene l’impatto sociale del progetto AGRONAUTIS. Infatti, si può osservare una sorta di “curva di gradimento” direttamente proporzionale con l’aumento dell’età, ovvero con l’aumentare dell’età aumenta anche il gradimento. È importante segnalare, ancora una volta, che i valori espressi sono comunque molto alti (superiori all’80%) per tutti i partecipanti.

In sostanza, questo dato certifica il grande impatto sociale del nostro progetto: la società coinvolta attivamente nelle sue diverse condizioni di vita.

 

 

Innovazione sociale

L’innovazione sociale del progetto AGRONAUTIS è caratterizzata dall’intreccio di 2 elementi fondamentali: inclusione e risorse naturali del territorio. Questo intreccio costituisce una comunità di persone che si relazionano attraverso il rapporto produttivo (non solo nel senso economico, ma anche in senso poietico ed espressivo) con le risorse naturali, ecologiche, biologiche e agricole del territorio abruzzese e con le persone che vi abitano.

Nell’ottica di valorizzazione delle peculiarità del territorio tornare al rapporto con la terra, ma con i criteri innovativi dell’inclusione sociale, dell’eco-sostenibilità e dell’inclusione lavorativa, costituisce certamente un’innovazione sociale.

Ad esempio, un ragazzo con disabilità ha potuto sperimentare il proprio impegno familiare nel giardinaggio anche in un contesto differente, con degli studenti come allievi e “fratelli minori” da formare e con dei volontari più adulti che lo sostenevano discretamente, nel caso della riqualificazione di uno spazio pubblico sul corso di Alanno che poi è stato ribattezzato insieme agli studenti dell’Agrario come “Giardino dei sogni”. Gli studenti hanno potuto rivedere il loro rapporto con la disabilità, perché visto al di fuori del contesto scuola, in un contesto produttivo o lavorativo. Gli anziani hanno partecipato attivamente come detentori di antichi saperilegati alle culture locali, non più socialmente isolati ed emarginati. Tutto questo realizzando e promuovendo gli obiettivi del progetto, ovvero verso società più giuste, inclusive e pacifiche, per favorire un’agricoltura sostenibile e socialmente responsabile, per ridurre diseguaglianze, sviluppare pari opportunità e garantire diritti e una buona qualità della vita per tutti.

Risultati concreti

I risultati del mio intervento, come sopra esposto, sono legati ad un lavoro binario a livello individuale e collettivo. L’analisi collettiva è stata realizzata attraverso un “Questionario di gradimento” (vedi immagine seguente) creato ad hoc composto da 6 quesiti volutamente accessibili e semplificati per la somministrazione a persone con disabilità intellettiva e anziani (talvolta socialmente isolati). Il questionario è suddiviso in 3 coppie di domande per valutare 3 differenti momenti della realizzazione delle attività di inclusione: la prima coppia di quesiti indaga la fase di convocazione, preparazione e accoglienza, la seconda indaga il vissuto dell’attività vera e propria e la terza ha lo scopo di permettere un’auto-valutazione complessiva dell’esperienza svolta.

 

 

 

Dai dati raccolti su un campione di 134 partecipanti, quasi perfettamente divisi (vedi grafico n. 3) tra maschi (42%) e femmine (53%), il gradimento complessivo si attesta quasi al 90% (16 su 18 punti, vedi grafico 1). In particolare, i volontari hanno espresso maggior gradimento con un punteggio di 17,3 su 18, seguiti dagli anziani (16,4), poi dai ragazzi con disabilità (16,3) e infine dagli studenti (14,9), tutti con un gradimento comunque superiore all’80% (vedi grafico n. 4).

 

 

Per quanto concerne le 3 fasi (vedi grafico n. 5), la I fase risulta maggiormente gradita (5,5 su 6 punti), seguita dalla III (5,4), mentre la fase II (5,1) probabilmente si attesta su un punteggio lievemente inferiore perché una delle domande per valutarlo contiene una criticità. Il quesito in questione (la lettera c) vedi questionario) chiede di valutare quanto la partecipazione al progetto in oggetto ha potuto modificare il punto di vista personale sulla disabilità, senza specificare se in senso positivo o negativo, di conseguenza occorre considerare che alcuni partecipanti potrebbero aver assegnato punteggi inferiori avendo già modificato negli anni il loro punto di vista e non ritenendo di poterne assumere uno migliore o addirittura peggiore.

 

 

L’età media dei partecipanti si attesta sui 45,9 anni, il progetto ha coinvolto davvero tutte le fasce di età e differenti condizioni di vita, dimostrando ancora una volta il suo carattere intergenerazionale. Tra le fasce di popolazione gli anziani si attestano su un’età media pari a 83,9 anni, le persone con disabilità sui 24,6 anni, gli studenti sui 14,6 e i volontari 50,2 anni. In generale le 4 “categorie” analizzate presentano il loro massimo gradimento nella prima fase per i volontari (5,9) e il grado minimo nella seconda fase per gli studenti (4,5).

L’analisi individuale diretta e indiretta attraverso l’osservazione e la partecipazione ad alcune attività ha rivelato entusiasmo e coinvolgimento e negli ultimi 2 mesi è stata integrata con la somministrazione di test psicologici per valutare il comportamento adattivo(Scale Vineland), la qualità della vitae l’autodeterminazione (ASTRID) e per approfondire le competenze pre-lavorative e l’orientamento lavorativo (ASTRID-OR) dei ragazzi con disabilità.

 

 

In particolar modo, il test più somministrato è stata l’intervista semi strutturata delle Scale VINELAND (vedi foto sopra) che ha permesso la valutazione del comportamento adattivo dei ragazzi con disabilità, dando indicazioni oggettive preziose sui Piani Riabilitativi Personali come importante risorsa concreta per la loro crescita futura in autonomia e qualità della vita. In particolare, per questa intervista sono stati coinvolti anche i genitori ed in molti casi si sono fatte scoperte importanti rispetto ad abilità nascoste e risorse personali importanti ed inoltre grazie al progetto i ragazzi hanno potuto esprimerle e metterle in pratica, in vista di un potenziale futuro lavorativo o verso un grado maggiore di autonomia e una vita più felice.

Relazione a cura del dott. Laerte Vetrugno (psicologo coordinatore)